Fuori dai binari Torino - La visibilità delle persone trans in TV
Fuori dai binari Torino - La visibilità delle persone trans in TV

Di recente abbiamo assistito ad alcune diatribe tra volti conosciuti riguardanti la comunità trans e la presenza di persone trans in tv. L’esempio più noto è la querelle tra il comico Daniele Gattano e Vladimir Luxuria a causa della partecipazione di quest’ultima alla puntata del 22 Marzo di Ciao Darwin – Terre desolate.

PERSONE TRANS IN PROGRAMMI DI INTRATTENIMENTO

Durante la trasmissione si fronteggiavano la categoria “family day” capitanata da Luca Povia e quella “Gay pride” rappresentata da Luxuria stessa. In molti e molte hanno criticato l’intervento della ex-parlamentare alla trasmissione – e anche ad altri programmi come Le Iene nella puntata del 16 Aprile – poiché partecipare a un programma di intrattenimento, magari anche un po’ volgarotto, significherebbe in qualche modo dequalificare e ridicolizzare le persone trans che sono già sufficientemente bullate e percepite in modo stereotipato. La condivisibile critica di Gattano, però, era rivolta non al tipo di programma, ma al genere di elementi contro cui Luxuria “gareggiava”, persone omotransofobe cui non si dovrebbe lasciare alcuno spazio in televisione, figuriamoci dar loro voce come se la cosa fosse del tutto normale e scherzandoci pure assieme.
Niente di male, insomma, se Luxuria o altre persone trans partecipano a programmi di intrattenimento. È già successo, ad esempio, al Grande Fratello e all’Isola dei Famosi, d’altronde si tratta di persone come tutte le altre ed è corretto che siano presenti in più programmi in varie vesti e non solo in quanto trans. Il problema sta quando la persona partecipa a un programma in cui si ride della persona transegnder – si ride di, non si ride con – o si sminuiscono temi importanti oppure ancora quando il contesto comico o di intrattenimento è l’unico che ci viene concesso.

PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO CHE DI APPROFONDIMENTO NON SONO

Ben diversi, invece, sono i contenitori che si spacciano per programmi di approfondimento o di dibattito, ma che, invece, non lo sono affatto.
Un esempio per tutti è Forum, dove attori e attrici interpretano casi un po’ reali un po’ inventati spesso con accento marcatamente comico o comico-grottesco: il pubblico lo sa e ride della macchietta. A Forum si è parlato proprio in questa chiave di discriminazione sul lavoro delle persone trans durante la puntata del 5 Ottobre 2018, ma il tono è stato quello di sempre, molto simile alla Corrida di Corrado o a Uomini e donne: contesti nati per ridere di facezie, spettegolare o litigare per stupidaggini, non certo per parlare seriamente di diritti.
Questa stessa modalità si ripete in quasi tutti le trasmissioni a cui Luxuria partecipa ricoprendo, così, al medesimo tempo il ruolo di attivista e intrattenitrice – infatti è praticamente l’unica persona trans a essere invitata in tv. Luxuria ha dichiarato che spettacolo, politica e attivismo viaggiano spesso a braccetto e che per lei non esistono gli uni senza gli altri e su questo siamo d’accordissimo: il problema comincia quando un dibattito che vorrebbe essere politico diventa una mera pantomima come avviene, ad esempio, durante i numerosi confronti con Daniela Santanché. Confronti che si basano più su urla, battibecchi da pollaio e frecciate riguardanti la chirurgia estetica che non su dei contenuti veri e propri. Molte persone hanno lamentato, infatti, che gli interventi di Luxuria in televisione siano piuttosto inconsistenti e non portino avanti le reali istanze delle persone trans in Italia.
È chiaro che quando il dibattito e chi lo porta avanti prendono la forma della pagliacciata il discorso intero perde di credibilità e di serietà ed è esattamente ciò che avviene con l’argomento “transgender”. Argomento che è praticamente sempre presentato come uno sketch di avanspettacolo e non in quanto argomento politico riguardante i diritti civili e la salute delle persone.
Come possiamo, insomma, prendere sul serio il tema dell’identità di genere e dell’educazione sul genere quando il dibattito si sviluppa con le stesse modalità e lo stesso linguaggio del Bagaglino?

PERSONE TRANS IN PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO

Tolti questi programmi, quindi, rimane ben poco.
Gli esempi più recenti – parliamo ovviamente di produzioni italiane – sono Piero Angela e contenitori come Storie del genere condotto da Sabrina Ferilli dove, finalmente, non c’è solo Vladimir Luxuria.
Un primo limite di queste trasmissioni – sicuramente ben fatte – è però la loro natura divulgativo-documentaristica in cui la persona trans fornisce la sua testimonianza e il presentatore o la presentatrice – e tutta una serie di altri elementi diegetici e non – spiegano l’argomento allo spettatore medio che non ha la benché minima idea di chi siano le persone trans. Questo tipo di programma, insomma, è a uso e consumo dei cis per informarli ed “educarli”.
Ovviamente non c’è nulla di male in questo – anzi! – ma sarebbe molto bello se ci fossero dei contenitori in cui la persona trans fosse soggetto e non oggetto della narrazione. Una narrazione che non abbia scopi educativi, ma in cui la persona trans possa portare avanti le sue istanze politiche e sociali come soggetto politico e non solo come “testimone di”.
Altri due due difetti di programmi di questo genere, poi, sono il tono spesso pietistico e le narrazioni estremamente binarie e stereotipate, come se la persona a casa dovesse ascoltare qualcosa di tranquillizzante e che, in fondo, un po’ già si aspetta. Ecco, allora, che parte la tradizionale trafila di nascite in corpi sbagliati, quella che da piccola giocava con le Barbie e amava il rosa e altri storytelling edificanti ed edulcorati sulla medicalizzazione e la rinascita che, francamente, oltre ad essere ormai ripetitivi, mi sembrano anche molto finti e costruiti. La persona trans più adatta a trasmissioni di questo tipo è quella rincuorante per il pubblico cis ed etero: una persona sofferente che racconta di sé e della propria esperienza con musiche drammatiche e toni al al limite del melenso, ma che non rivendica nulla e, soprattutto, non avanza nessuna richiesta.
Di altre realtà e identità non c’è traccia, anche in questo caso la ragione, forse, è il non voler turbare la famigliola cis ed etero che guarda da casa perché già così è “troppo”.

TRANS IN TV: LA PAROLA A NOI

Credo che sia veramente tempo di rendersi conto che lo spazio, anche quello televisivo, ce lo dobbiamo guadagnare. Innanzitutto entrando nell’ottica che:

  • nessuno ci deve concedere e calare cose dall’alto;
  • forse è tempo di selezionare meglio gli spazi televisivi in cui ci presentiamo anche in funzione del modo in cui presentano e propongono le persone trans;
  • che è tempo di dare spazio in tv anche ad altre identità che non siano solo Luxuria o quello che finalmente è rinato, poverino.

Soprattutto, però, il punto più importante è che dobbiamo ricordarci che la televisione può servirci come luogo per rivendicare in modo serio e strutturato la nostra visibilità e le nostre esigenze pratiche – salute, documenti, tutela contro le discriminazioni, eccetera – e che in questo noi possiamo e dobbiamo diventare protagonisti attivi cominciando già a vederci in quest’ottica. E che nel farlo non dobbiamo renderci né più simpatic*, né più accettabili né più conformi a un modello che non ci appartiene, ma esprimere la nostra unica e specifica identità che è ciò per cui si lotta da anni e anni.

Natura e finalità del blog

Il blog del gruppo torinese Fuori dai binari raccoglie articoli di tipo informativo e divulgativo su temi inerenti alla comunità trans e GLBT+ e, in particolare, alla comunità non binaria. I contenuti qui presenti sono redatti dal* componenti del gruppo Fuori dai binari e, occasionalmente, da amic* GLBT+, trans e trans non-binary non appartenenti al nostro gruppo.
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