Siamo un gruppo di persone di identità di genere non binaria che vuole divulgare informazioni circa il mondo non-binary e occuparsi dei diritti delle persone trans e non binarie. Ci puoi trovare su Facebook e Twitter e leggere gli articoli del nostro blog, ma anche e soprattutto puoi venire a conoscerci di persona! Noi esistiamo e pensiamo che, in questo momento, sia importantissimo venire allo scoperto e farci conoscere.
Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere un piccolo “manifesto etico” per raccontarti in cosa crediamo e per cosa ci battiamo, in particolare relativamente a:

  • politica e antifascismo, antirazzismo e antisessismo;
  • omofobia, bifobia e transfobia;
  • disabilità;
  • persone intersex;
  • autodeterminazione del genere e riconoscimento legale;
  • autodeterminazione del genere e medicalizzazione.

Se condividi i nostri valori e vuoi collaborare con noi contattaci inviandoci una mail di presentazione!

POLITICA E ANTIFASCISMO, ANTIRAZZISMO E ANTISESSISMO, AGEISMO E BODY-SHAMING

I fascismi passati, presenti e futuri sono totalmente incompatibili non solo con chi vive e prova a esprimere quotidianamente la propria identità di genere, ma con una società civile che rispetti ogni persona e le consenta di vivere in modo libero e sereno. Per questo motivo il gruppo Fuori dai binari è antifascista ed estraneo a qualsiasi gruppo o istanza politica vicina al fascismo.
Il nostro gruppo è apartitico, ma non apolitico: battersi per i diritti delle persone transgender, infatti, non può e non deve essere scollato dalla società in cui viviamo. Esprimere la propria identità di genere È esso stesso un atto politico.
Il gruppo Fuori dai binari si rivolge a tutte le persone non-binary, trans e trans-friendly di qualsiasi origine e nazionalità che vogliano approfondire i temi legati alla nostra comunità senza alcuna distinzione. Chiunque, quindi, può partecipare. Siamo assolutamente contrar* a qualsiasi forma di discriminazione in questo senso e crediamo che, anche e soprattutto in virtù del particolare periodo storico che stiamo vivendo, sia necessario battersi contro ogni forma di razzismo.
Ogni persona deve avere uguali diritti, qualsiasi sia il genere di appartenenza! Per questo motivo ci battiamo contro qualsiasi forma di discriminazione basata sul sesso e sul genere. Le persone che compongono il gruppo Fuori dai binari sono antisessiste e femministe intersezionali e sostengono i diritti della donna cis e trans e delle persone transgender in ogni ambito: sociale, familiare e lavorativo.
Il nostro gruppo non fa alcun tipo di differenza tra persone in base all’età né all’aspetto fisico. Crediamo che ageismo e body-shaming siano due gravi forme di discriminazione e proprio per questo motivo offese o attacchi in tal senso sono assolutamente banditi.

OMOFOBIA, BIFOBIA E TRANSFOBIA

Purtroppo assistiamo sempre più spesso anche a forme di discriminazioni all’interno della comunità GLBT+. Le discriminazioni cui le persone trans e non binarie devono far fronte quotidianamente sono già sufficienti e sufficientemente difficili da gestire senza che si aggiungano anche quelle all’interno della nostra stessa comunità.
Nel nostro gruppo, quindi, ognun* può esprimere la propria identità di genere e il proprio orientamento in piena e totale libertà e fuori da qualsiasi etichetta. Siamo pienamente convint* che il percorso di transizione e la vita sessuale e affettiva è personale e diversa per ognun* di noi e, quindi, rispettiamo ogni percorso e identità e promuoviamo un approccio non normativo al dibattito sulle identità di genere.

DISABILITÀ

Il nostro Paese, purtroppo, non agevola per nulla le persone diversamente abili che sono perlopiù viste in maniera stereotipata e fortemente discriminatoria. L’accessibilità, la presenza di barriere architettoniche e la difficoltà di usufruire gratuitamente all’assistenza sanitaria e all’accompagnamento sono sicuramente alcuni dei problemi più immediati per chi ha una disabilità, ma ci sono moltissime altre questioni da affrontare, soprattutto se la persona diversamente abile fa anche parte della comunità GLBT+: la discriminazione, la difficoltà a fare coming-out e a vivere appieno la propria identità di genere, il proprio orientamento e la propria sessualità. Di questi argomenti non parla quasi nessuno.
Ci sono persone disabili non-binary in Italia? E a Torino e in Piemonte? Sicuramente sì, anche se ancora non ci conosciamo! Quindi cosa aspettate? Il nostro gruppo è aperto anche a persone non binarie diversamente abili che vogliano unirsi a noi e condividere la loro esperienza: se vuoi conoscerci mandaci una mail di presentazione.

Per i motivi sopra esposti persone, contenuti, attacchi o commenti omotransbifobici, razzisti o sessiti, ageisti, basati sul body-shaming, offensivi verso le persone con disabilità e/o inneggianti e che sostengano il fascismo, la violenza e la discriminazione non sono ben accetti e verranno rimossi e segnalati alle rispettive piattaforme ospitanti e alle autorità competenti laddove ci saranno i presupposti.

PERSONE INTERSEX

La realtà delle persone intersessuali è ancora pressoché sconosciuta in Italia e anche in altri Paesi.
Le persone intersex possono, ovviamente, essere transgender e non binarie e sono senz’altro benvenute nel nostro gruppo.
Sosteniamo i diritti delle persone intersessuali esprimendo assoluta contrarietà alle mutilazioni infantili e alla riassegnazione chirurgica forzata. Siamo a favore dell’autodeterminazione delle persone intersex che devono essere libere di scegliere autonomamente il proprio genere di appartenenza – che sia binario o meno – e alla promozione di iniziative volte al riconoscimento ufficiale e legale del genere intersex o di un terzo genere sui documenti.

AUTODETERMINAZIONE DEL GENERE E RICONOSCIMENTO LEGALE

In questo periodo la comunità trans è in fermento perché si parla molto di autodeterminazione del genere. Sfortunatamente stiamo assistendo a un dilagare di alcune correnti “benaltriste” secondo le quali ci sono problemi più importanti da affrontare in questo momento. Chi nella comunità trans porta avanti questo pensiero, dequalificando le richieste di altre istanze che vengono relegate a “esigenza di serie b”, proviene spesso da percorsi binari e medicalizzati e ha difficoltà a immedesimarsi e a comprendere i problemi di coloro che non affrontano un percorso di transizione “canonico” e/o non med.
Al momento il percorso di transizione e il riconoscimento legale delle persone transgender in Italia è incredibilmente lungo, macchinoso e complesso – per ciò che concerne modalità e tempistiche – per i e le trans FtM e MtF binar*, figuriamoci per chi non si riconosce solo nei generi “maschio” e “femmina” e che per la società e lo Stato italiano NON ESISTE. Ad oggi il riconoscimento ufficiale, sociale e legale della persona trans in Italia:

  1. è riservato a persone MtF e FtM binarie – o che si dichiarano tali per timore di non ricevere l’autorizzazione al cambio anagrafico o l’accesso a TOS o altre medicalizzazioni;
  2. avviene dopo un lungo processo di tappe fisse e prestabilite in cui la persona è obbligata a seguire un iter medico e psicologico imposto dall’alto.

Di conseguenza nessun documento rilasciato dallo Stato Italiano – ma manco non ufficiale, tipo la tessera del supermercato o il modulo di iscrizione alla palestra o all’università – prevede l’esistenza delle persone non binarie – agender, genderqueer, fluid e via dicendo – obbligandole a dichiararsi sia ufficialmente che in contesti informali col sesso di nascita o con quello opposto.
Di conseguenza il gruppo Fuori dai binari vuole:

  • il riconoscimento legale e ufficiale dei generi non binari o, comunque, la possibilità di indicare un terzo genere che non sia “maschio” o “femmina” sui moduli e i documenti che ci riguardano;
  • la possibilità di ottenere il cambio anagrafico senza passare obbligatoriamente attraverso la terapia medica e/o chirurgica questo, ovviamente, per le persone non-binary, ma anche per le persone trans binarie;
  • che il percorso di valutazione della persona trans che richiede il cambio anagrafico sia gestito da persone realmente competenti, in tempi il più brevi possibile e orientato all’autodeterminazione e non all’approvazione dall’alto o associato a una terapia psicologica che dovrebbe essere volontaria e non conditio sine qua non per vedere finalmente cambiati i propri documenti;
  • che le tempistiche e l’accesso al procedimento per il riconoscimento legale e anagrafico siano decisamente snellite e prevedano costi ragionevoli anche per le persone che non possono permetterselo.

AUTODETERMINAZIONE DEL GENERE E MEDICALIZZAZIONE

Molte persone non-binary compiono un percorso medicalizzato o parzialmente medicalizzato. Il problema, ad oggi, è che l’accesso alla TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva, ovvero gli ormoni) e alle operazioni chirurgiche che la persona ritiene necessarie per sé (mastectomia, mastoplastica, isterectomia eccetera) è estremamente lungo e difficoltoso.
I principali problemi di accesso alla medicalizzazione per le persone trans, binarie o meno che siano, sono:

  • le tappe da percorrere sono fisse. Non è, ad esempio, possibile rimuovere il seno tramite mastectomia e basta perché lo Stato considera l’operazione una mutilazione non necessaria – paradossalmente, invece, non valuta allo stesso modo gli interventi chirurgici su nenonat* intersex;
  • l’iter deve essere approvato da un o una psicologa;
  • le tempistiche non sono mai ben definite – non è chiaro, ad esempio, questo psicologo/a quante sedute debba fare e ogni quanto con la conseguenza che si va a fortuna ed è a discrezione personale (minimo sei mesi) – e comunque sempre lunghissime;
  • la maggior parte delle e dei medici specialisti hanno liste d’attesa eterne e sono spesso irreperibili o difficilmente contattabili;
  • i costi sono proibitivi;
  • il personale responsabile di seguire l’iter spesso non è preparato o improntato a una visione dei generi stereotipata e binaria – ad esempio sottopone la persona a inutili “prove di resistenza” per testare “quanto ci tiene” o scrive valutazioni relative al modo di vestire o pettinare;
  • gli ormoni necessari per la TOS, oltre a non essere specificamente concepiti per le persone trans, sono costosi e spesso – come sta accadendo ultimamente senza alcuna ragione e senza che le persone ricevano una spiegazione o una terapia alternativa adeguata mettendo a serio rischio la loro salute psico-fisica – difficilmente reperibili.

È abbastanza ovvio che l’intervento di personale medico e psicologico è necessario per prescrivere la terapia più adatta a ogni singola persona e per verificare di non trovarsi di fronte a specifiche patologie psichiatriche, ma ciò non significa che la transizione medicalizzata debba essere sempre e obbligatoriamente autorizzata da terze persone – persone spesso incompetenti o non adatte al ruolo e che, comunque, capitano alla persona trans a caso che si sente in balia del fato in maniera totalmente passiva. Così come non sta scritto da nessuna parte – perché non ce n’è ragione – che specifiche condizioni psichiatriche – depressione, personalità borderline, ansia eccetera – debbano per forza di cose inficiare o rallentare l’inizio dell’iter medico per la persona trans. È bene ricordarci che noi persone transgender – binarie o meno, medicalizzate o meno, coi nostri pregi, difetti e problemi – non necessitiamo né dell’autorizzazione né di un patentino per essere ciò che siamo: ben venga quindi un rapido consulto psicologico o una terapia (SE e solo SE la persona la richiede), ma la decisione ultima, nel momento in cui si è capaci di intendere e di volere, spetta al diretto o alla diretta interessata.
Fuori dai binari ritiene, quindi che:

  • l’iter burocratico per l’accesso a TOS e altre procedure medico-chirurgiche debba esser nettamente snellito;
  • sia necessario improntare il percorso di transizione med verso una maggiore auto-determinazione e autonomia;
  • bisogni rendere le tappe del percorso di transizione meno rigide in modo che ognun*, compatibilmente col proprio stato di salute, possa sottoporsi ai trattamenti che ritiene più opportuni;
  • ridurre i costi perché la transizione non può e non deve essere più solo una cosa per ricchi come è stata finora;
  • poter disporre di farmaci specificamente creati per le persone trans e non “presi in prestito” da altri tipi di terapia;
  • disporre di professionist* REALMENTE preparati sull’argomento e che abbiano un approccio meno binario e stereotipato verso TUTTE le persone trans nella loro esclusiva unicità.

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