MASTOPLASTICA PER MtF CON SSN
MASTOPLASTICA PER MtF CON SSN

Da oggi, per le ragazze trans MtF, si complica notevolmente la possibilità di operarsi di mastoplastica additiva in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale.

Apprendiamo in queste ore, grazie alla segnalazione di Movimento Sardo Transgender, il sorgere di un ennesimo grave problema che coinvolge le ragazze MtF intenzionate a sottoporsi a mastoplastica additiva attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.
Da oggi, presso l’ospedale Santa Chiara di Trento, in seguito al trasferimento del dott. Gasperetti ad altro reparto e a una conseguente modifica del regolamento interno della struttura, non è più possibile effettuare le operazioni di mastoplastica additiva in convenzione col SSN.

Il problema è serio.
Innanzitutto le operazioni di mastoplastica non sarebbero de facto più coperte sull’intero territorio nazionale: il Santa Chiara, infatti, era in pratica uno dei pochissimi centri in Italia a permettere questo tipo di intervento e a permetterlo in tempi brevi e in modo accessibile.
Se è vero che il medesimo può essere effettuato presso altre strutture a pagamento, dobbiamo però tenere ben presente che non tutte le ragazze possono permettersi un’operazione costosa in una clinica privata. Operazione che, ricordiamo, non viene effettuata per motivi estetici, ma per adeguare il più possibile il corpo all’identità di genere di appartenenza.

Laddove, inoltre, altre strutture sul territorio nazionale fossero attrezzate per effettuare questo tipo di intervento, i cambiamenti interni al Santa Chiara andrebbero comunque ad aggravare una situazione già complicata dal punto di vista logistico e ad allungare liste di attesa già eccessivamente lunghe. Si parla di aspettare anni! Ciò aumenta in maniera drammatica il disagio di tutte le ragazze MtF in attesa di mastoplastica.

La forma discriminatoria di questa situazione è ancor più evidente se consideriamo che non riguarda per nulla le ragazze cisgender che possono tranquillamente operarsi di mastoplastica ovunque, ma solo le ragazze trans. Aggiungiamo, inoltre, che molte pazienti hanno già prenotato albergo e biglietti e programmato i propri spostamenti per recarsi a Trento al Santa Chiara: oltre a non potersi più operare, ricevendo la notizia da un giorno all’altro, si trovano anche a dover perdere tempo e soldi.

La presidente di Movimento Sardo Transgender, Chloe Pirina, ha provveduto oggi a contattare via mail il prof. Tirone, primario del reparto di chirurgia 1 del Santa Chiara, per avere quantomeno assistenza nei confronti di una ragazza MtF romana che si trova al momento a Trento e che già era prenotata per sottoporsi a mastoplastica additiva. L’associazione Movimento Sardo Transgender comunica che l’operazione è garantita per la ragazza in questione, ma che la struttura non ha dato risposte chiare per futuri interventi ad altre ragazze MtF.
Insomma, al momento e per il prossimo futuro in Italia non è garantita la possibilità di operarsi di mastoplastica additiva col SSN.

Noi come gruppo Fuori dai binari di Torino e Movimento Sardo Transgender, così come molte persone con cui abbiamo avuto modo di parlare in queste ore, siamo definitivamente stanch* di questi gravi disservizi e di queste forme discriminatorie nei nostri confronti che minano in primis la nostra salute psico-fisica e in seconda istanza il nostro portafogli. Siamo stanch* che le nostre identità e la nostra salute siano considerate soggettività di serie Z rispetto a tutti e tutte le altre cittadine e cittadini italiani.
In queste ore è stato promosso un mailbombing di protesta indirizzato al dottor Paolo Bordon, direttore dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento. Le mail di protesta sono state inviate a questo indirizzo:

[email protected]

Vi terremo, comunque, aggiornat* sugli sviluppi della vicenda. Vi invitiamo a seguire noi e Movimento Sardo Transgender sui nostri canali ufficiali per tutti gli sviluppi sul caso e a contattarci per informazioni o proposte.
Perché la nostra salute non si tocca!
#sanitrans

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