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Solitamente il nostro gruppo non è interessato alle querelle da comari di paese e ai battibecchi di bassa lega portati avanti sui social. In particolare riteniamo discutere con persone che, per colmare i propri drammatici vuoti ideologici e una totale mancanza di contenuti, perdono il proprio tempo a vomitare odio su categorie di persone a random, sia una totale perdita di tempo che preferiamo impiegare in modo più produttivo. Di recente sono spuntati anche qui in Italia gruppuscoli anonimi sedicenti femministi che agiscono via web e sui social insultando – perlopiù in forma anonima – noi persone T e arrivando al becero attacco personale rivolto ad attivist* con alle spalle anni e anni di lavoro sul campo, spesso anche attraverso l’uso del misgendering e dello sfottò da scuola media.

Questi gruppi di persone agiscono di solito in anonimato e a suon di notizie false o faziose come le peggiori piattaforme di disinformazione e anche questo potrebbe essere particolare di scarso interesse se non che c’è un limite che, pensiamo, sia molto pericoloso superare.
Il limite si supera quando per attirare un po’ di attenzione e di click si divulgano informazioni inesatte o falsate riguardanti la salute fisica e mentale.
Ieri la solita paginetta Facebook MerdFART – gestita non si sa bene da chi e per quali scopi – ha pubblicato un lungo post sull’uso del binder – di cui vi riportiamo gli screen qui sotto – infarcito di informazioni inesatte e dai toni allarmistici volte solo a screditare le persone trans AFAB e FtM.
Il binder viene qui paragonato al fenomeno dello stiramento del seno – una gravissima mutilazione corporea ai danni di donne e bambine diffusa in alcuni Paesi. L’uso del binder viene, inoltre, paragonato a una forma di autolesionismo.
Il binder è un oggetto di abbigliamento che per molte persone T AFAB è di estremo aiuto per sentirsi più a proprio agio. Risulta essere abbastanza ovvio che nessun* ci impone di indossarlo e che la ragione per cui alcune persone decidono di farne uso è per avere un aspetto esterno il più possibile conforme con quella che è la nostra identità di genere, non certo per avere il seno piatto e, quindi, essere meno soggett* alle attenzioni maschili, alle molestie e alle aggressioni.
Questo, ovviamente, chi scrive il post lo sa benissimo, ma figuriamoci se queste persone si fanno scappare la ghiotta occasione di raccattare quattro like in giro.

Quasiasi persona T AFAB, inoltre, è perfettamente cosciente che un uso scorretto o prolungato del binder potrebbe – non può – provocare alcuni dei danni indicati nel post, ma questo non significa descrivere il medesimo come un moderno cicilicio. C’è una bella differenza tra informare sull’uso corretto del binder indicando quali danni può comportare il suo utilizzo scorretto e l’affermare che questo provochi sicuramente danni gravissimi suscitando allarmismi immotivati.

Infine, reputiamo che tirare in ballo temi di grave rilevanza sociale come l’autolesionismo e le mutilazioni corporee femminili sia un mezzuccio di bassa lega veramente molto squallido per ottenere seguito e visualizzazioni.
La complessa rete di situazioni che portano certe persone all’autolesionismo è argomento serio che – anche nel rispetto di chi soffre quotidianamente per questa particolare condizione – andrebbe trattato da persone competenti e non da anonim* poco informat* che utilizzano l’argomento in modo fazioso.
Lo stesso si può dire del tema “mutilazioni femminili” che afflige in modo serio moltissime donne nel mondo. Sfruttare la reale sofferenza delle donne e delle bambine realmente vittime di questa atroce forma di violenza, insomma, paragonando una fascia che appiattisce il seno a una mutilazione corporea per portare avanti deliri ideologici senza fondamento  è, forse, il gradino più basso che questa insulsa pagina poteva toccare.
Strumentalizzare questi argomenti è un’azione becera degna del peggiore sciacallo.

Questi gruppi MerdFART, insomma, non essendo in grado di proporre nulla di utile, di intelligente e di produttivo, mescolano senza un filo logico e poi divulgano informazioni raffazzonate e inesatte solo per insultare e attaccare le persone T aggratis, promuovendo cacce alle streghe e situazioni da “allarme sociale”.
La cosa più ridicola è che l’insulto e l’attacco – come già fanno certi gruppi cattolici radicali e come nei peggiori scenari patriarcali e maschilisti, in cui il macho-man di turno assurge a difensore della donzella indifesa – sono mascherati da “aiuto” e “difesa delle donne”. Queste persone, infatti, come il famoso lupo travestito da agnello, ribadiscono continuamente di voler aiutare ed essere vicine alle persone AFAB cis e trans mentre l’intento reale è solo l’insulto, la denigrazione e la “riparazione” – ovvero “ti aiuto io ad accettare che sei donna” – negando le nostre identità e la nostra esistenza e mettendoci alla berlina senza ragione.

Come gruppo, quindi, prendiamo DECISAMENTE le distanze da queste folli neo-ideologie, ribadendo non solo la nostra esistenza, ma soprattutto la nostra presenza nel mondo e nel dibattito politico e sui diritti civili.
Vi ricordiamo di filtrare SEMPRE cosa leggete e le notizie che trovate su internet, verificando la veridicità e la validità dei contenuti che vi vengono proposti.
Sottolineiamo, inoltre, che noi non abbiamo bisogno di essere tutelat* o difes* da nessun* soprattutto da personaggi ambigui e in mala fede che col femminismo non hanno veramente, ma veramente NULLA a che fare.

Natura e finalità del blog

Il blog del gruppo torinese Fuori dai binari raccoglie articoli di tipo informativo e divulgativo su temi inerenti alla comunità trans e GLBT+ e, in particolare, alla comunità non binaria. I contenuti qui presenti sono redatti dal* componenti del gruppo Fuori dai binari e, occasionalmente, da amic* GLBT+, trans e trans non-binary non appartenenti al nostro gruppo.
Come prevede la legge numero 62 del 7 Marzo 2001, ti informiamo che il blog di Fuori dai binari non è e non rappresenta una testata giornalistica e non è, quindi, da considerarsi un prodotto editoriale.
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