Fuori dai binari Torino - Triptorelina, il farmaco gender?
Fuori dai binari Torino - Triptorelina, il farmaco gender?

Dal 25 Febbraio l’AIFA ha stabilito che è possibile prescrivere la Triptorelina come bloccante dello sviluppo. Questo farmaco sarà distribuito gratuitamente per bambini e bambine che ancora non hanno definito la propria identità di genere.
La notizia ha creato grande agitazione, soprattutto negli ambienti ultra-cattolici e conservatori. Ma che cos’è la Triptorelina e come funziona esattamente?

CHE COS’È LA TRIPTORELINA?

La Triptorelina è un farmaco simile a un ormone prodotto dal nostro corpo: il GnRH che blocca momentaneamente la produzione degli ormoni sessuali (testosterone, estrogeni e progesterone) da parte delle ovaie e dei testicoli.
Somministrando la Triptorelina a persone all’inizio del loro sviluppo prepuberale questo si arresta momentaneamente finché non se ne interrompe l’assunzione. Diversamente da quello che viene detto dal Senatore Pillon e da altre voci anti-scelta che con toni volutamente allarmistici parlano di irreversibilità e “farmaco per cambiare sesso”, la Triptorelina non è un ormone che serve per iniziare un percorso di transizione, ma per sospendere lo sviluppo puberale ed è completamente reversibile. Una volta cessata la terapia l’adolescente tornerà allo stato in cui era prima di iniziarla e potrà scegliere se proseguire la pubertà del suo sesso biologico o iniziare la terapia ormonale sostitutiva (TOS).

QUANDO VIENE USATA LA TRIPTORELINA?

La Triptorelina non serve solo alle persone trans. Questo farmaco, infatti, è già usato per trattare la pubertà precoce (ovvero prima degli 8 anni nella femmina e dei 10 nel maschio) e talvolta in caso di tumori o infertilità nelle persone adulte.
Da meno di un mese la Triptorelina è stata inserita tra i farmaci erogabili gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale per coloro che presentano disforia di genere all’inizio della pubertà. Cosa significa questo? Chiunque potrà decidere di bloccare la propria pubertà senza controllo?
Ovviamente no, le persone a cui sarà data questa terapia devono soddisfare alcuni requisiti. Ad esempio:

  • deve esserci una diagnosi di disforia di genere fatta da specialisti;
  • la diagnosi deve essere comparsa o peggiorata con l’arrivo della pubertà;
  • deve esserci il consenso della persona e dei genitori o tutori legali;
  • eventuali altre psicopatologie devono essere state stabilizzate.

In realtà la Triptorelina veniva già utilizzata in caso di disforia di genere negli adolescenti, ma la sua somministrazione era decisa e monitorata dal medico curante senza alcuna linea guida specifica né l’intervento di altre figure medico- specialiste, senza contare che la spesa era totalmente a carico della famiglia dell’adolescente.
Oggi, invece, la o il paziente sarà seguito per tutta la durata del trattamento per controllare il suo stato di salute fisica e psichica. Dopo qualche anno l’adolescente smetterà di prendere bloccanti e potrà, se lo vuole, iniziare la TOS portando avanti la transizione oppure riprendere la pubertà del proprio sesso biologico.

PERCHÉ SONO IMPORTANTI I BLOCCANTI COME LA TRIPTORELINA?

La WPATHWorld Professional Association Transgender Healtconsiglia l’uso di bloccanti per la pubertà in adolescenti con disforia di genere (e tutte le caratteristiche sopra elencate) e dichiara che negare le cure necessarie agli adolescenti costituisce un grave danno per il loro benessere psico-fisico.
Molti studi testimoniano come la disforia di genere sia spesso associata a:

  • problemi di natura emotiva e comportamentale;
  • maggior rischio di abuso di sostanze;
  • autolesionismo;
  • più alto tasso di suicidio.
  • elevati tassi di depressione e ansia;
  • insoddisfazione dell’immagine corporea e bassa autostima;
  • sintomi dissociativi;
  • maggiore insoddisfazione nelle relazioni interpersonali e sociali;
  • abbandono scolare precoce pari al 42,9%, quando la media rimane di solito al di sotto del 20%.

Il momento maggiormente critico è l’inizio della pubertà, vissuta a volte come un vero e proprio disastro naturale – per citare testualmente il documento di AIFA.
I bloccanti per la pubertà, affiancati alla psicoterapia, sono finora l’unico approccio medico che si è dimostrato efficace. Infatti si è visto che l’uso dei bloccanti:

  • riduce i rischi di autolesionismo e suicidio;
  • limita i fenomeni di auto-somministrazione di sostanze ormonali;
  • lascia all’adolescente un periodo più lungo per capire la propria identità di genere e cosa vuole fare con il proprio corpo;
  • facilita un’eventuale transizione poiché non saranno necessarie operazioni invasive come mastectomie totali, logopedie o altre operazioni chirurgiche.

È stato stimato, inoltre, che per un singolo paziente un anno di terapia con Triptorelina verrebbe a costare più di 2000 euro. Non tutte le famiglie possono permettersi di pagare cifre del genere e non è giusto che una terapia potenzialmente salva vita sia costosa e che possano permettersela solo le famiglie ricche: ecco perché l’AIFA ha deciso di erogare il farmaco gratuitamente.

LA TRIPTORELINA È UN AIUTO PER I NOSTRI BAMBINI E BAMBINE

Niente fanomatici farmaci gender per cambiare sesso, quindi, ma una terapia che eviti le conseguenze negative della disforia di genere e che nasce dalla nostra capacità di capire e aiutare bambin* e ragazz* che, nonostante la giovane età, non sono cittadini di serie B e hanno tutto il diritto di venire ascoltati e aiutati nella loro crescita. Crescita che noi adulti possiamo rendere almeno un po’ meno gravosa e sofferente rispetto a quella che è stata la nostra.

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